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I nomi di battesimo e le date di nascita di tutti i giocatori lilla
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I nomi dei marcatori incontro per incontro
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I derby Legnano-Pro Patria
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Risultati e statistiche dal 1913 al 1928/29
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I giocatori lilla dal 1913 al 1928/29
-
ed altro ancora....
RINGRAZIAMENTI
Ringraziamo
tutti coloro che hanno contribuito, con i loro commenti e suggerimenti, al
perfezionamento del programma e del sito.
In
particolare un grazie di cuore agli amici Christian Sormani e Luca Di Falco
(giornalisti della redazione legnanese de "Il Giorno"),
Stefano Olgiati (ex Addetto Stampa A.C. Legnano), Roberto Mezzenzana e
Paolo Zambon (collaboratori), Mario
Ala (database beta tester), Alberto Gallo (fotografo),
Orso (moderatore Forum Lilla), Stefano Branca (Legnano WEB TV), Vincenzo Armatura
(fotografo) e Vincenzo
Carlone (fotografo) per la preziosa
collaborazione.
MAILING
LIST
Volete
essere informati su ogni nuova iniziativa del sito?
Per contattare la redazione o per inviare commenti e/o segnalazioni di errori sia nel database
Legnano.xls che nei dati
statistici presenti sul sito, contattateci via e-mail all'indirizzo :
Novità
nella sezione "Giornali" del Museo Lilla: un
articolo di Bruno Roghi pubblicato da "La Domenica
Sportiva", il settimanale illustrato de "La
Gazzetta dello sport" del 18 gennaio 1931 parla
della rinascita del Legnano, tornato in quella stagione
tra le grandi della Serie A dopo una
pausa di qualche anno.
PRIMA
CATEGORIA - LA NEVE FERMA LA II GIORNATA DI RITORNO
Il
Comitato Lombardo della F.I.G.C. ha comunicato giovedì 2 febbraio
che, a causa delle avverse condizioni meteo che stanno interessando
l'intera regione provocando problemi alla viabilità ed alla
praticabilità dei campi di gioco, tutta l'attività ufficiale dei
campionati regionali del prossimo fine settimana è stata rinviata a
data da destinarsi.
Per
l'A.S.D. Legnano si tratta del secondo stop consecutivo: dopo
l'incontro casalingo di domenica scorsa contro il P.C.G. Bresso,
salterà dunque anche l'incontro di Robecco contro la Concordia.
L'EX
PATRON LILLA MARCO SIMONE ACCUSATO DI "INSULTI RAZZISTI"
I
fatti risalgono al 15 agosto dello scorso anno, ma sono stati resi
noti solo in queste ore dall'emittente televisiva francese M6. La
Procura di Bobigny (città a pochi chilometri da Parigi) ha aperto un
inchiesta per "insulti razzisti" contro l'ex patron dell'A.C.
Legnano Marco Simone. La scorsa estate Simone, attuale allenatore del
Monaco, secondo quanto riportato da M6, si trovava nella sala di
aspetto dell'aeroporto parigino di Roissy in compagnia di un bambino
che si sarebbe messo a giocare davanti ad una donna in carrozzina.
Invitato da un agente dell'aeroporto a sorvegliare il bambino, Simone
l'avrebbe insultato a più riprese. Da qui la denuncia presso il posto
di polizia di frontiera dell'aerostazione. Secondo la televisione
francese, il fatto sarebbe avvenuto davanti a parecchi testimoni, che
verranno sentiti dal magistrato. Marco Simone, in base alla legge
francese, rischia fino a sei mesi di carcere ed un ammenda di 22.500
euro.
I
CAPITANI LILLA - RICKY TALARINI, IL FEDELISSIMO LILLA
"L'A.S.D.
Legnano? Non è il mio Legnano"
Quarta puntata della nostra rubrica dedicata ai capitani lilla
con una vera bandiera del calcio lilla: Ricky Talarini, intervistato
dal nostro Paolo Zambon.
Quattrocentouno
partite in maglia lilla in ben sedici stagioni fanno di Talarini il
fedelissimo per eccellenza, al primo posto della classifica degli
alfieri lilla davanti a Lamera (fermo a 390 incontri) e Lesca (389).
Nato
a Parabiago (MI) il 14 settembre 1942, il roccioso e superaffidabile
difensore lilla ha costituito per molti pacchetti arretrati della
storia calcistica legnanese (e per i tanti allenatori che lo hanno
avuto in rosa) una vera sicurezza, un punto di assoluto riferimento.
Amatissimo dai tifosi lilla, il suo spirito di abnegazione e
l'attaccamento alla maglia lo hanno reso una delle figure più
importanti della storia dell'A.C. Legnano.
Ricky
Talarini
[Archivio
www.statistichelilla.it]
Con
401 presenze in 16 campionati Ricky Talarini è il fedelissimo in
maglia lilla per eccellenza. Cosa provi nel vedere il calcio moderno
dove un Pirlo della situazione può passare tranquillamente dall'Inter
al Milan alla Juve, venendo comunque osannato come un grande
calciatore?
"Il
calcio moderno è molto cambiato rispetto a quello del passato. Negli
anni '60 e '70, quando giocavo io, i calciatori erano molto più
legati alla maglia, e questo anche perché circolavano molto meno
soldi e la stessa gestione dei cartellini era decisamente più legata
alla volontà delle società calcistiche. Io, ad esempio, quando sento
parlare dell'A.C. Legnano, ho ancora il cuore che mi batte forte,
come se fosse veramente una parte di me che non mi ha mai lasciato e
che, soprattutto adesso che non c'è più, mi manca tantissimo."
Hai
giocato per tutta la presidenza Terreni, l'ultima presidenza del
Legnano durante la quale si è inseguito il sogno di un ritorno tra i
cadetti. Cosa ricordi di questo "vulcanico" presidente?
"Quell'uomo
era uno spettacolo! Ricordo soltanto tante cose belle, considerato che
Terreni era davvero un presidente super-tifoso. Pensa che aveva
l'usanza di parlare in dialetto legnanese e nei momenti difficili era
solito venire negli spogliatoi per tirarci su il morale. Questo per
tutti noi era davvero un grande stimolo e penso che chiunque abbia
giocato nel Legnano o seguito la squadra durante la presidenza Terreni
non potrà che avere un ricordo nostalgico di quei tempi."
Una
formazione del Legnano impegnata nel campionato di Serie C 1969/70
Da
sinistra in piedi: Castellazzi, Bosani, Ulivieri, Lesca, Brenna,
Lojacono.
Da sinistra accosciati: Talarini,
Barbazza, Proietti Farinelli, Zanelli, Melgrati.
[Archivio
www.statistichelilla.it]
Lupi,
Sassi e Facchini: chi fu il miglior allenatore?
"Tutti
e tre sono stati allenatori bravissimi, ognuno con il suo carattere e
il suo modo di insegnare calcio ma, ad ogni modo, ciascuno capace di
lasciare il segno. Lupi era un genovese che aveva giocato anche in
serie A. Come allenatore, tutti lo ricordiamo come una sorta di
'sergente di ferro' che teneva tantissimo alla serietà sia negli
spogliatoi che sul campo. Era capace con la sua sola presenza di
metterti sull'attenti, ma ti insegnava cose che non potevi dimenticare
e che anche io - che ho esordito con lui in maglia lilla - mi sono
portato dietro per tantissimi anni. Sassi era invece totalmente
diverso. Era molto più tranquillo e permissivo. Ricordo che aveva
questo negozio in centro e aveva spesso l'usanza di invitare tutta la
squadra a casa sua dopo gli allenamenti dove ci si soffermava a
parlare del più e del meno. Anche lui era molto preparato e con lui
ho vinto il mio ultimo campionato, con il passaggio dalla Serie D alla
Serie C che, proprio quell'anno, fu trasformata in una categoria di
professionisti, con tutti i problemi che ne sono poi derivati nel
tempo. Facchini da ultimo era simpaticissimo. Aveva sicuramente una
grande esperienza con le categorie superiori ed era decisamente
maniacale nel preparare gli schemi da adottare in campo, tanto che nel
corso degli allenamenti dedicava molto meno spazio alla parte atletica
pur di inculcarci la sua visione di gioco. Anche lui, devo dire, mi ha
insegnato davvero molto."
Cosa
è cambiato e cosa no nel tifoso lilla dal 1963 al 2011?
"E'
tanto che non vado a vedere il Legnano per cui non posso certo farti
un confronto con il tifoso di oggi. Certamente il tifoso del Legnano
anni '60 - '70 era una persona molto educata che non perdeva mai
occasione per fermarti a parlare anche per strada e, soprattutto,
anche quando perdevi, trovava il modo di farti sempre sentire
importante e ti voleva davvero bene. Pensa che ancora oggi incontro in
giro un sacco di persone che si ricordano di me e dei tempi in cui
giocavo nel Legnano."
Come
puoi descrivere a chi, come me, non ha avuto la possibilità di
vederlo giocare, il calciatore Talarini?
"Un
giocatore di un metro e settanta con una tecnica molto limitata ma con
una generosità e un amore per la maglia fuori dal comune. Ricordo che
soprattutto Lupi amava la grinta con cui ero solito entrare in campo e
tantissimi tifosi lilla mi chiamavano il 'Burnich' del Legnano per
quella famosa 'terza gamba' che sembrava comparire all'improvviso nei
recuperi che ero solito fare anche quando ormai tutti avevano
l'impressione che l'avversario mi avesse saltato definitivamente. Se
ho lasciato un segno nella tifoseria lilla, più che per il numero di
presenze, penso che sia stato per queste mie caratteristiche, quelle
che ancora oggi mi caratterizzano quando mi siedo in panchina come
allenatore e mi portano a non voler mollare mai."
401
presenze in maglia lilla e due sole reti: ti ricordi ancora in quali
occasione le segnasti?
"Come
potrei dimenticarmele? Tieni presente che all'epoca il gioco del
calcio era molto diverso da oggi ed era davvero un'eccezione che un
difensore potesse avanzare oltre la metà campo. Solo negli anni di
Facchini e Sassi ho iniziato a 'sganciarmi' molto di più e ricordo
tanti gol fatti dagli attaccanti - in particolare Tomi e Brenna - su
miei cross che provenivano dalle fasce. Per quanto mi riguarda,
ricordo un mio gol di testa al 90' nella sconfitta per 3-1 contro la
Solbiatese nel 1969 e soprattutto il gol in mezza rovesciata - che ci
valse poi la vittoria esterna per 1-2 - a Verbania nell'aprile del
1971. Ricordi bellissimi che ancor oggi mi fanno ritornare giovane."
Ricordi
ancora il tuo esordio in maglia lilla?
"Certamente.
Ho esordito da titolare con Lupi in Cremonese - Legnano 2-0 nel
campionato '62-'63."
Dopo
aver smesso di giocare non hai mai abbandonato la tua passione per il
calcio e hai allenato molte squadre. Che differenze trovi nel modo di
intendere il calcio da parte dei giocatori che alleni o hai allenato
rispetto quello dei tuoi tempi?
"Tieni
presente che parliamo di livelli differenti, ma al giorno d'oggi il
calcio non è più una passione 'esclusiva'. Un tempo per noi era una
sorta di esperienza 'totalizzante' nel senso che la partita e il suo
risultato finivano per condizionare per tutta la nostra settimana.
Pensa che, ai tempi in cui giocavo, mia moglie, quando tornavo dalla
partita, riusciva a capire anticipatamente, in base a come suonavo il
campanello, se avevo vinto o perso. Adesso invece ci sono troppe
distrazioni e interessi paralleli. I ragazzi vengono negli spogliatoi
con il telefonino, durante la partita si chiedono cosa faccia il Milan
o la Juventus e, alla fine, che si sia vinto o si sia perso, la cosa
più importante è organizzare comunque l'aperitivo per la serata con
gli amici. Sono tempi diversi e io, francamente, continuo a preferire
i miei."
Come
è cambiato il Talarini giocatore da quando è passato dall'altra
parte della barricata in panchina?
"Se
devo proprio darmi una definizione, mi ritengo un po' come il Lupi di
una volta. Ci tengo moltissimo agli orari, alla presenza e
all'attenzione durante gli allenamenti, così come considero
fondamentali elementi come la corretta alimentazione e il riposo per
gli atleti. In panchina, invece, ho conservato il carattere un po'
impulsivo che avevo anche da giovane e alla domenica, quando vedo
qualche giocatore che non da il massimo di se o magari alla fine si
perde, mi capita spesso di perdere letteralmente le staffe e tornare a
casa stanco morto come se la partita l'avessi giocata effettivamente
io."
Campionato
di Serie D 1977/78, l'ultima stagione dei Capitan Talarini.
Da
sinistra a destra, in piedi: Sartorel,
Fornara, Rota, Cribio, Xotta, Sassi (allenatore)
Accosciati: Gaurnieri, Capocci, Fumagalli, Talarini
(cap), Grandi, Cautillo,
Aldo
Marinoni (massaggiatore)
[Foto
tratta da "Un secolo di Calcio a Legnano" - Geo Edizioni]
Come
ti fa sentire il fatto di essere il giocatore con più presenze in
maglia lilla (e il fatto che nessuno ormai ti potrà più superare o
raggiungere)?
"Sono
orgoglioso di questo risultato, anche perché l'A.C. Legnano
continuerà sempre ad essere una parte di me. Sapessi quante volte mi
è capitato, anche ultimamente, di passare dal mio 'vecchio' Pisacane
e provare i brividi al pensiero che oggi il Legnano non c'è più. Mi
fermavo fuori dallo stadio e guardavo dalle fessure il campo
abbandonato e ripensavo a tutti gli anni passati fra quelle mura. Ogni
volta mi veniva una stretta al cuore."
A
questo proposito, che idea ti sei fatto dell'A.S.D. Legnano, ovvero la
nuova realtà calcistica che si ripropone di rinverdire i fasti dell'A.C.
Legnano?
"In
tutta franchezza, il solo sentire il nome Legnano mi fa piacere, però
mi rendo conto che non è affatto facile per i tifosi accettare questa
nuova realtà, perché questo non è il Legnano, o meglio, non è il
'mio' A.C. Legnano. Capisco tutti i problemi e le difficoltà
inevitabili che si incontrano nel mettere in piedi ex novo una realtà
calcistica, ma il mio Legnano rimarrà sempre e solo l'A.C. Legnano.
Considerami pure un nostalgico, ma anche quest'anno, quando sono stato
chiamato per partecipare alla cerimonia di inaugurazione dello stadio,
al termine della presentazione, me ne sono andato, preferendo non
assistere alla successiva partita dell'ASD perché la cosa mi avrebbe
messo una tristezza incredibile. Oggi come oggi, quando posso,
preferisco andato a vedere le partite del mio nipotino."
Il
tuo nipotino Matteo che, guarda caso, è il 'perno' della difesa della
mia squadra di Esordienti a San Vittore Olona un po' come il nonno, a
suo tempo, era uno dei cardini della difesa lilla. Che impressione fa
a nonno Talarini vedere le partite di suo nipote e come considera
Matteo i consigli che gli arrivano da una ex bandiera del grande
Legnano?
"Ti
dirò, la prima volta che ho visto Matteo su un campo da calcio mi
sono chiesto cosa c'entrasse con il pallone, tanto era scoordinato e
imbranato. Oggi, vedendo gli enormi miglioramenti che ha fatto sono
veramente orgoglioso di lui, anche se non sono affatto il nonno che
affligge il nipote perché gli vuole a tutti i costi inculcare
qualcosa di suo. Vengo sempre molto volentieri a vederlo e rispetto il
lavoro dei suoi allenatori che sono convinto stiano facendo cose
egregie con lui."
Paolo
Zambon – www.statistichelilla.it
La
scheda di Ricky Talarini
Riccardo
"Ricky" TALARINI
ruolo:
Difensore
nazionalità:
Italiana
data
di nascita:
14-09-1942
luogo
di nascita:
Parabiago
(MI)
Campionati
precedenti
Campionato
Squadra
Serie
Presenze
Goal
1977/78
Legnano
D
25
0
1976/77
Legnano
D
30
0
1975/76
Legnano
D
29
0
1974/75
Legnano
C
21
0
1973/74
Legnano
C
28
0
1972/73
Legnano
C
34
0
1971/72
Legnano
C
33
0
1970/71
Legnano
C
36
1
1969/70
Legnano
C
35
0
1968/69
Legnano
C
25
1
1967/68
Legnano
C
34
0
1966/67
Legnano
C
34
0
1965/66
Legnano
C
31
0
1964/65
Legnano
C
3
0
1963/64
Legnano
C
1
0
1962/63
Legnano
C
2
0
La
partita di esordio di Ricky Talarini in maglia lilla
Il
nostro sito mette in contatto due vecchie glorie lilla
PALMER
E SOLDAINI SI RITROVANO DOPO 50 ANNI
Il
Legnano 1956/57: Soldaini è il primo da sinistra in piedi, Palmer il terzo da
destra in piedi
[archivio
www.statistichelilla.it]
Uno
vive in Svezia, l'altro in Toscana. Il primo ha 83 anni, il secondo
80. Dopo 50 anni si ritrovano, grazie all'interessamento della
redazione del nostro sito. Stiamo parlando di due vecchie glorie del
grande A.C. Legnano, quello che nella prima metà degli anni '50
otteneva due promozioni nella massima serie in due anni: Calle
Palmer e Fabio Soldaini. Attaccante di classe il primo, estremo
difensore il secondo, i loro destini si sono incrociati nella città
del Carroccio 61 anni fa, quando esordirono insieme con la maglia
lilla nel campionato di Serie A 1951/52. Palmer aveva allora 22 anni
e proveniva dall'F.F. Malmoe, squadra della sua città natale,
impegnata nella massima serie svedese. Nonostante la giovane età,
il fuoriclasse svedese aveva già al suo attivo tre titoli di
campione di Svezia ed un terzo posto ai mondiali brasiliani del
1950. Soldaini proveniva dall'A.S. Signa, squadra dilettantistica
toscana, e riuscì a mettersi in luce ed a trovare spazio,
nonostante la presenza in squadra di portieri del calibro di
Gandolfi e Longoni, esordendo nella massima serie a soli 19 anni e
guadagnandosi l'appellativo di "ragno volante" per la sua
prontezza di riflessi e la potenza nel salto. Palmer sarebbe rimasto
in maglia lilla, titolare inamovibile, per sette stagioni
consecutive, mentre prima di diventare il portiere titolare, il
giovane Soldaini avrebbe dovuto aspettare la stagione 1954/55, tra i
cadetti. I due restarono compagni di squadra fino al termine del
campionato di Serie C 1957/58, quando lo svedese fu ceduto alla
Juventus di Boniperti, Charles e Sivori, mentre Soldaini passo in
Serie B nel Taranto. Un anno più tardi Calle Palmer lasciò
l'Italia per ritornare nella sua Malmoe, dove a causa di un grave
infortunio dovette ritirarsi, a soli 31 anni, dal calcio giocato,
diventando un famoso ed apprezzato giornalista sportivo. Fabio
Soldaini restò invece in Serie B nel Taranto per due stagioni,
chiudendo poi la sua carriera in Serie C nel Cuiopelli a 37 anni.
Dopo
oltre cinquant'anni, come dicevamo in apertura, i due vecchi
campioni lilla si sono ritrovati, seppur a distanza, grazie alla
nostra redazione che ha fornito a Soldaini il recapito svedese di
Palmer. Il quale, con grande gentilezza e sensibilità, ha poi
inviato al suo ex compagno di squadra una bella lettera, che
pubblichiamo qui sotto, con gli auguri per l'ottantesimo compleanno
e per le festività natalizie.
Leonida
e i suoi 300 spartani, come racconta la storia.... in questo caso
solo 5 gli spartani lilla a disposizione di mister Conte contro un
armata agguerrita composta di ben 12 elementi come la Val Prino, ma
astuzia, coraggio e orgoglio nel calcio premiano e spesso ti portano
al successo. in fondo il campo di calcio è un campo di battaglia,
che per fortuna non miete vittime, ma spesso premia chi è in grado
di sviluppare la strategia migliore e che sa mettere in campo le
doti del guerriero, che pur stanco e annebbiato dalla fatica, regge
botta, in un campo ampio come la palestra "San Camillo",
ad una formazione qualitativamente molto buona che può permettersi
di far ruotare ben dodici giocatori.
Finisce
4 a 3 per il Dolcedo, come all'andata, (primo tempo 2 a 1) a segno
Bagarolo, Frontero e il bomber Fiscella che si assesta alla vetta
della classifica cannonieri del girone.
Gara
di gran carattere, come è nel DNA del Dolcedo, episodi già visti
decine di volte nella ventennale storia del calcio lilla a tutti i
livelli. Peccato, veramente peccato che il brillante girone di
ritorno del Dolcedo non sarà sufficiente ad evitare i play-out, ma
poco importa, questo gruppo ha dimostrato che se vuole un risultato
sa ottenerlo, con il cuore, con la mente e anche con la qualità del
proprio gioco che sa adattarsi a quello dell'avversario. Aver
ottenuto 7 punti su 9 contro le prime della classe, dimostra le
potenzialità dei lilla.
Gli
speciali di Statistiche Lilla - Viaggio
nel calcio in crisi
CALCIO,
FALLIMENTI E TITOLO SPORTIVO
Seconda
puntata: il Varese
La
seconda puntata della nostra mini inchiesta sui fallimenti delle squadre
che ci riguardano da vicino approda a Varese.
Era
il 2004 ed il Varese dopo la vicenda TURRI sarebbe dovuto ripartire
dalla Terza Categoria. Il tutto nonostante l’interessamento di tanti
politici locali come l'onorevole Giancarlo Giorgetti, il sindaco Aldo
Fumagalli che aveva formato un pool di imprenditori in grado di
rilanciarne le sorti.
Il
18 luglio il Varese Football Club scomparve definitivamente dal calcio
su sentenza della Covisoc e nacque la nuova società Varese 1910,
guidata DIRETTAMENTE dall'amministrazione comunale, il sindaco Aldo
Fumagalli, l'assessore allo sport Marco Caccianiga ed il consigliere
comunale della Lega Nord Sergio Terzaghi, e dall'imprenditore Erminio
Dall'Oglio, a capo di una cordata di imprenditori locali interessati
alla società, con l'importante apporto dell'onorevole Giorgetti.
Poi
il passaggio del nuovo Varese 1910 nelle mani di una cordata di
imprenditori varesini: presidente Peo Maroso (che a LEGNANO conosciamo
MOLTO BENE), vicepresidente Riccardo Sogliano, i consiglieri Luca
Balzaretti, il cavalier Erminio Dall'Oglio, oltre a Terzaghi.
Dopo
qualche settimana il nuovo Varese 1910 presentò il nuovo
presidente: l'imprenditore malnatese Elia Azzalin, che diede la
disponibilità a fornire i 400 000 euro necessari per garantire le
fidejussioni per aderire al Lodo PETRUCCI.
Da
Roma giunse il colpo di scena, grazie alla sentenza del tribunale che
illegittimò il lodo Petrucci. I famosi 400 000 euro richiesti dal Lodo
Petrucci per ripianare i debiti del Varese F.C., non furono più
necessari e la società venne iscritta al campionato di Eccellenza. Il
TITOLO SPORTIVO fu comunque al primo posto delle preoccupazioni
dei nuovi dirigenti che ne avevano fatto SUBITO richiesta. Il Consiglio
Federale, in ottemperanza al lodo Petrucci, emise i provvedimenti
in merito alla iscrizione delle nuove società che avevano presentato le
rispettive domande di ammissione in luogo delle società escluse. Per
quanto riguarda il Varese questa la sentenza: “ACCOGLIE
l’istanza di attribuzione del titolo sportivo di Eccellenza presentata
dalla società A.S. VARESE 1910 e conseguentemente dispone
l’ammissione della medesima società al Campionato Regionale di
Eccellenza (stagione sportiva 2004/2005). (Comunicato ufficiale n. 73/A
del 12 luglio 2004)”.
Gli
speciali di Statistiche Lilla - Viaggio
nel calcio in crisi
CALCIO,
FALLIMENTI E TITOLO SPORTIVO
Prima
puntata: La Pro Sesto
Molte
volte, dall'estate del 2010, i tifosi lilla si sono trovati a discutere
sul "titolo sportivo" del vecchio A.C. Legnano. A distanza di
un anno e mezzo dalla scomparsa della squadra lilla, cerchiamo di
chiarire cosa sia nella sostanza questo "titolo", cosa davvero
rappresenti per una squadra e se e come sia possibile per una nuova
squadra della stessa città riacquisirlo.
Per
prima cosa è bene precisare che al momento il titolo sportivo, ancora
probabilmente per poco, è nelle mani della vecchia e fallita società.
Chiusa la procedura fallimentare, l'A.C. Legnano verrà radiata dai
ranghi federali ed il suo titolo sportivo tornerà nelle mani della
Federcalcio.
Il
20 luglio del 2010, infatti, il Consiglio Federale deliberò il ritiro
della Licenza Sportiva, ossia del documento che avrebbe autorizzato il
vecchio sodalizio ad iscriversi al campionato di Seconda Divisione
2010/11, ma non la radiazione. Il documento ufficiale riporta infatti: "Il
Consiglio Federale [...] su proposta del Presidente Federale, [..]
delibera di respingere i ricorsi, in base ai pareri espressi dalla
Co.Vi.So.C. e dalla Commissione Criteri Infrastrutturali e per
l’effetto di non concedere alla Società A.C. LEGNANO S.R.L. la
Licenza Nazionale 2010/2011, con conseguente non ammissione della stessa
al Campionato di Seconda divisione (stagione sportiva 2010/2011)." (Il
testo completo della delibera lo potete trovare QUI).
Chiusa
questa premessa, vi inviamo a leggere QUI
un interessante articolo, comparso sul numero di marzo 2009 de "Il
Calcio Illustrato", scritto dall'Avvocato Mattia Grassani, esperto
di diritto sportivo, che traccia il percorso che una società
calcistica, espressione della "realtà territoriale che ha perduto
la propria squadra del cuore", può compiere per ottenere dalla
Federazione il titolo sportivo di un club con un passato calcistico
rilevante come l'A.C. Legnano.
Un
percorso seguito, come si può leggere nell'articolo citato, da molte
squadre, tra le quali anche storiche avversarie dei lilla. Proprio per
cercare di capire con esempi concreti come il titolo sportivo sia
tornato a "vivere" rilanciando blasoni che rischiavano
l'oblio, iniziamo da oggi una
carrellata che speriamo venga apprezzata dai tifosi legnanesi, un ampio
giro informativo sulla sorte di società importanti nel calcio nazionale
che sono state dichiarate fallite per vedere qual è stato alla fine il
risultato dell’asta fallimentare e che fine abbia fatto, appunto, il
loro titolo sportivo.
1.
LA PRO SESTO DI SESTO SAN GIOVANNI
Non
entriamo nel merito delle vicende che hanno portato la Pro Sesto al
fallimento, ma entriamo direttamente nella vicenda fallimentare. All’inizio
ci fu il comitato Salviamo la Pro Sesto, presieduto da Massimo Nava che
tentò di raccogliere intorno a sé imprenditori e sponsor in vista dell’asta
indetta dal tribunale fallimentare di Monza. Il budget fu fissato a 600.000
euro, cifra necessaria per disputare il campionato di serie D.
La
base d’asta fu stabilita in 130.000 euro, ovvero il valore del settore
giovanile con un rilancio di 5.000 euro per battuta. Aggiudicandosi
l'asta si sarebbe acquisito il TITOLO SPORTIVO, i giocatori del vivaio,
i beni della società e i contratti e diritti televisivi in essere, ma
anche il debito che ammontava a circa 400.000 euro, da ONORARE per
tenere in vita la società.
L’asta
del 24 giugno 2010 (la Pro Sesto fu dichiarata fallita a MARZO del 2010)
andò ovviamente DESERTA, come pure la successiva asta, fissata per il 6
luglio, con partenza da 110.000 euro, dove la presenza alcuni vizi di
forma avrebbe reso oltretutto nulle possibili offerte.
Il
Tribunale di Monza, arrivò così a concedere una proroga per l’esercizio
provvisorio della società fallita con una terza asta fissata il 20
luglio, tre giorni prima dello scadere della possibilità di iscriversi
nel campionato di serie D. Conditio sine qua non, però, è la
fideiussione sui 100.000 euro riferiti al settore giovanile e
soprattutto l’acquisto, da parte di una banca, degli 800.000 euro di
debiti sportivi, che in realtà sarebbero la metà, considerando i
crediti.
La
terza asta vede l’interessamento dell’imprenditore Bizzi e la sua
cordata, concentrati nell’acquisto delle ex Aree Falck (con varie
pressioni sul Comune sestese). Ma alla fine devono desistere: avrebbero
garantito, infatti, solo 170.000 euro ma ne servivano 100.000 euro in
prima battuta per l’iscrizione al campionato ed altri 250.000 euro per
sostenere il costo del campionato stesso.
Ma
per la Pro Sesto a questo punto si apre uno spiraglio nuovo: Massimo
Nava, presidente del Comitato "Salviamo la Pro Sesto" e l’amico
imprenditore Massimo Milos, presidente della Stella Sestese, mettono sul
piatto i primi 100.000 euro ed iscrivono la “Asd Nuova Pro Sesto
1913-2010" al campionato di Eccellenza. Milos diventa il presidente
e Nava il suo vice. “Non potevamo lasciare morire così tutto
quanto – ha in seguito spiegato Nava – almeno in questo modo
possiamo sperare di risalire la china e salvare a tradizione dei giovani
e sin dall’inizio avevo detto che mi sarei esposto in prima persona se
nessun altro mi avesse aiutato”.
La
Federazione però non ammette, nonostante gli sforzi, la Pro Sesto in
Eccellenza ma in solo in Promozione. La
campagna abbonamenti lancia a 50 euro il prezzo della tessera per
assistere a tutte le partite casalinghe in tribuna coperta rossa o
gialla. Il biglietto per ogni partita costa 7 euro. Il
campionato viene vinto, si passa la scorsa estate in Eccellenza,
campionato che attualmente la Pro Sesto sta dominando. L’obiettivo
è naturalmente quello di attendere il via libera al titolo sportivo da
parte della Federazione che vuole invece monetizzare il "DNA"
della Pro Sesto.
Tra
i fondatori una vecchia conoscenza dei lettori di Statistiche Lilla
NASCE
RADIOFREEKICK, NUOVA WEB RADIO DEDICATA AL CALCIO
Il Gallo, Il Conte e Mister X: tre
ragazzi (uno dei quali da anni collaboratore del nostro sito) mossi
dalla passione per il calcio e per l'informazione sportiva che
hanno deciso di trasmettere tutto il proprio amore per questo sport
a chiunque voglia ascoltarli, attraverso il mezzo di comunicazione
più suggestivo: la web-radio.
Nelle
puntate online su www.radiofreekick.altervista.org
la nuova realtà internet vuole fare il punto su tutto il calcio
italiano ed estero in modo preciso, dettagliato, ma anche simpatico e
goliardico, in modo da entusiasmare chi già ama il calcio ed
invogliare chi lo vive in maniera più distaccata.
Pesanti
dichiarazioni del Presidente della Federcalcio lombarda a "Il
Giorno"
BELLOLI:
"TITOLO SPORTIVO? OGGI NON VEDO CHI POTRA' OTTENERLO"
Rammarico
nel vedere il calcio legnanese ripartire da così in basso
"L'A.C.
Legnano per come lo abbiamo conosciuto non esisterà più".
Parole pesanti come macigni quelle del presidente della Federcalcio
lombarda Felice Belloli, riportate oggi sulle colonne del quotidiano
"Il Giorno".
Parlando
del titolo sportivo del vecchio e glorioso Legnano Belloli ci tiene
a fare chiarezza su quello che potrà essere il suo eventuale
destino: "Troppe
voci e troppe idee confuse. In questi mesi ne ho sentite davvero di
tutte i colori. Chi vorrà il Legnano ed il suo titolo sportivo dovrà
garantire la giusta copertura ai passivi societari, ma non credo
esista qualcuno in grado di farlo viste le passività."
I
tempi ed i metodi, a questo punto, saranno quelli che verranno
dettati dal Tribunale Fallimentare, il quale, come ci tiene a
precisare Belloli, "non farà certo tornare il Legnano in C2
come magari spera ancora qualche tifoso."
Per
quanto riguarda il titolo sportivo, le sue sorti saranno legate a
doppio filo alle decisioni del Tribunale.
Il
Presidente del Comitato
Regionale
Lombardo della F.I.G.C. Felice Belloli
In
parole povere tra le righe emerge un fatto sostanziale:o
si spera nell'arrivo in città di un improbabile Paperon De' Paperoni, o
prima che il titolo possa essere riassegnato a qualche altra squadra senza
che questa debba svenarsi dovranno passare molti anni, ossia il tempo
necessario affinché tutte le parti in causa che vantino dei sacrosanti
diritti si saranno rassegnate al fatto che di trippa per gatti non ce ne
sarà più.
Altro
che A.C. Legnano in campo per festeggiare il suo centenario nel 2013,
dunque.
Belloli
dà poi un giudizio sulla squadra del presidente Zanda : "Il
progetto è stato accettato dal comitato regionale in base a certi criteri
che hanno permesso all'A.S.D di iniziare questa sua nuova avventura
partendo qualche gradino sopra la terza categoria che sarebbe stata quella
invece giusta per un debutto."
Al
Presidente della Federcalcio lombarda resta però il rammarico che a
Legnano non si sia riusciti a ripartire da categorie più consone al
blasone lilla: "Io spero sempre che tutte le nobili società
decadute possano tornare a fare calcio in categorie che a loro competono."
E
gli esempi, per restare nella sola Lombardia, non mancano: basti pensare
al Mantova ed alla vicina Pro Sesto. Due squadre alle spalle delle quali
si sono radunati gruppi imprenditoriali seri e solidi sostenuti anche
dalle rispettive Istituzioni locali: "Naturalmente ci debbono
essere garanzie per così dire finanziarie ed istituzionali per quello che
ci compete e che compete queste società".
Garanzie
che nella città del Carroccio, come ben tutti sappiamo, sono venute a
mancare, facendo svanire la possibilità di rivedere un nuovo Legnano in
Serie D od in Eccellenza, categorie senza dubbio più consone al glorioso
passato del calcio lilla, ma anche eccessivamente onerose per tutti coloro
che dal 2010 hanno cercato, più o meno seriamente, di ridare un futuro
alla storica squadra legnanese.
La
notizia era nell'aria, benché nessuno - come sempre avviene in
Italia per le questioni giudiziarie - avesse idea dei tempi tecnici
che ne avrebbero portato alla sua pubblicazione. E alla fine è
arrivata. Puntuale come la morte, la notizia che l'A.C. Legnano S.r.l.,
da tempo in liquidazione, è stato dichiarato fallito con la
sentenza n. 716/11 del Tribunale di Milano pronunciata in data 29
settembre e depositata il 3 ottobre 2011 - ha cominciato a fare il
giro del web. E, altrettanto ovviamente, il nostro sito è stato il
primo a pubblicare lo sconcertante annuncio.
Un
annuncio che, per quanto atteso, oggi fa decisamente male a tutti i
tifosi e, in genere, a tutti quelli che alla maglia lilla - quella
indossata da Taldo e Marietti, per intenderci! - sono sempre stati
affezionati. Ora si apre lo scenario della procedura fallimentare
che, con i suoi tempi biblici, porterà alla spartizione delle vesti
del caro estinto, laddove peraltro, di quelle vesti, temo proprio
non sia rimasto neppure un brandello.
1913-2011
Tanto
per cominciare, tutti i creditori potranno depositare la propria
domanda di ammissione al passivo del fallimento, ovvero la richiesta
di "liquidazione" delle somme a suo tempo non percepite
dalla società insolvente, mentre il Curatore avrà il compito di
esaminare le suddette domande e presentare al Tribunale il
cosiddetto progetto di stato passivo, ovvero il presumibile
prospetto dei crediti vantati da ciascun soggetto interessato,
stilata secondo le rispettive ragioni di privilegio.
In
occasione dell'udienza di verifica del 12 marzo prossimo, poi, il
Tribunale esaminerà tale progetto ed accoglierà o respingerà le
singole domande creditorie, salvo poi magari scoprire che alla base
del fallimento non c'è - come prevedibile - il becco di un
quattrino e lasciare tutti i creditori con un palmo di naso. Tanto
più che, nel nostro caso, nessuno sa neppure dove rintracciare il
"fallito", se è vero che dei famosi "inglesi" -
e di quelli che, a seguire, ne avevano preso il posto, millantando
una pronta rinascita economico - calcistica della società - pare
non vi sia più la minima traccia.
E
la revocatoria fallimentare, ovvero quella procedura volta a
reintegrare il patrimonio della società insolvente rendendo
inefficaci tutti gli atti compiuti in precedenza dal fallito che
risultino pregiudizievoli per i creditori? Beh, quella scordatevela,
se è vero che tutte le porcate commesse con riferimento al
patrimonio dell'A.C. Legnano sono ben più risalenti nel tempo
rispetto all'anno previsto dalla legge per l'esperimento del rimedio
revocatorio. In altre parole, eccoci giunti alla parola fine, senza
che nessuno dei creditori della società potrà comunque trovare la
minima soddisfazione alle proprie pretese e, soprattutto, senza che
nessuno dei banditi che hanno posto mano alle vicende - e alle casse
- del defunto A.C. Legnano potrà mai essere chiamato a pagare per
le malefatte commesse.
Peraltro,
niente di diverso da quello che sostanzialmente vediamo accadere
nella vita comune di tutti i giorni, per cui, forza e coraggio, che
anche questa passerà.
Per
fortuna in molti hanno già trovato il modo di curare le proprie
ferite, e questo, prima ancora che il defunto fosse dichiarato
morto.
A
quelli che invece, come il sottoscritto, non riescono ancora a
dimenticare il caro estinto, non resta che sperare che il processo
che porterà all'eventuale riassegnazione del titolo sportivo possa
premiare chi davvero sarà in grado di riportarlo ai fasti di un
tempo.
Si,
perché di cialtroni da marciapiede senza un briciolo di dignità da
queste parti ne abbiamo già visti passare davvero troppi...
Il
Tribunale Fallimentare di Milano ha dichiarato lo scorso 3 ottobre il
fallimento dell'A.C. Legnano S.r.l. in liquidazione. La
pratica è ora nelle mani del Giudice Delegato, la Dott.sa Caterina
Macchi, che ha nominato Curatore Fallimentare l'Avvocato Roberto
Notte.
Già
fissata anche la data del 12 marzo 2012 per l'udienza per l'esame
dello stato passivo. Il Tribunale ha anche ordinato alla fallita
società il deposito dei bilanci, delle scritture contabili e fiscali
obbligatorie e l'elenco dei creditori.
Il
Legnano ha tifosi lilla sparsi per il mondo, come testimoniano gli
ingressi internazionali al nostro sito.
Emigrati
che hanno lasciato un pezzettino del loro cuore nella città del
Carroccio, lavoratori o studenti temporaneamente all'estero o
semplicemente lilla in vacanza con la mente alla loro squadra
preferita.
Se
state leggendo questa pagina e volete testimoniare il vostro amore
per il lilla anche da lontano, spediteci una cartolina e la
pubblicheremo con grande piacere.
La
storia completa del Legnano dalle prime partite di calcio
amatoriali del 1905 ad oggi e della breve parentesi vissuta dai
Giovani Calciatori Legnanesi.
Tutte le partite, tutti gli oltre 3.000 tabellini completi, tutti
i calciatori, i record e gli aneddoti.
Disponibili GRATIS online su questo sito i file da stampare
con l'aggiornamento ai campionati dal 2004/05 al 2006/07 e l'errata
corrige aggiornata a novembre 2009.
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